Tagli e Legami

Scultura tra materia e spiritualità

Pasquale
Lo Moro

Tagli e Legami —
la ferita che apre,
il legame che tiene

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Biografia

Pasquale Lo Moro nasce nel 1959. A vent'anni si trasferisce a Milano per seguire la sua passione: la scultura. Studia all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove la formazione accademica si intreccia con una nostalgia feconda per le radici meridionali. Da quella tensione nascono le prime opere: figure che non cercano la somiglianza ma la presenza, la tranquillità, la bellezza della gente che aveva lasciato.

Nel periodo post-Brera l'incontro con un gruppo di artisti milanesi e con il maestro Nicola Sebastio segna una svolta. Sebastio riconosce nelle sue sculture una qualità che Lo Moro stesso non aveva ancora nominato: il sacro. Da quel momento l'arte sacra diventa uno dei filoni più profondi della sua produzione, con arredi liturgici e cicli per chiese della Brianza e del milanese.

In oltre quarant'anni di lavoro continuo — «dal 1980 in modo ininterrotto» — Lo Moro ha attraversato la scultura figurativa, l'arte sacra, e ha poi intrapreso il rischio di un linguaggio nuovo con la serie Tagli e Legami. Un percorso mosso non dalla moda ma dalla necessità interiore: «evidenziare con la bellezza la centralità di Cristo nella via dell'uomo».

Modella la creta, scolpisce la pietra, fonde il bronzo e l'ottone, lavora il gesso, il cemento, il legno e la terracotta raku. La materia non è mai un semplice supporto: è il luogo in cui «rendere visibile la bellezza, dare vita là dove sembra non ci sia nulla».

«Uno scultore rende al mondo, con qualsiasi materiale operi, visibile la bellezza. Dà vita là dove sembra non ci sia nulla.»

— Pasquale Lo Moro

1959Nasce nel Sud Italia
~1979Si trasferisce a Milano, Accademia di Brera
1980Inizio attività scultorea continuativa
1982–84Prime serie figurative: Attesa, Amanti, Riposo
~1990Incontro con Nicola Sebastio — il sacro
2003Nasce la serie Tagli e Legami
2009Esposizione a Lainate, Milano
OggiContinua a lavorare a Milano

Percorso Artistico

1980 – 1989
Le origini figurative
Formazione a Brera e prime serie autonome. Figure compatte — Attesa, Amanti, Riposo — che esprimono la memoria del Sud: non ritratti ma presenze, non somiglianze ma verità.
1990 – 2002
Il sacro e i cavalli
L'incontro con Nicola Sebastio orienta la ricerca verso l'arte sacra. Parallelamente nascono i Cavalli e Cavalieri: «presero la loro strada e parlarono di me, di come vivevo in quel periodo».
2003 – 2010
Tagli e Legami — la svolta
Abbandonato il figurativo, nasce il ciclo più personale. La materia viene incisa, lacerata e ricucita. Il taglio diventa metafora teologica: la ferita che apre, il legame che resiste alla frammentazione.
Passione
Astrazione e ascolto
«Fin da piccolo mi divertivo a trasformare le nuvole in animali o scene; a differenza di tutti le disegnavo, ci fantasticavo e perdevo ore a vederle trasformarsi.»
Memoria
Radici come nutrimento
«Senza memoria saremmo staccati dalla realtà e non avremmo cultura.» La nostalgia del paese genera le forme della prima scultura e resta sottotraccia in tutta l'opera.
Oggi
Testimonianza del bello
«Quello che realizzi è la parte materiale di quello che pensi e che vivi. Testimonianza quindi del bello che vivi e che conosci.»

Opere Figurative

Quarant'anni di figura umana: dalle prime terrecotte degli anni '80 — Attesa, Amanti, Riposo — alle madri, alle figure greche, ai guerrieri in bronzo. Tocca un'immagine per vederla a piena dimensione.

Cavalli e Cavalieri

«Ho sempre fatto figurativo, e quando realizzai questo cavallo avevo preso una decisione importante. Però i cavalli presero la loro strada e parlarono di altro: parlano di me.»

Arte Sacra

«Lo Moro da sempre ha posto la sua sensibilità plastica al servizio di un'Arte a vocazione sacra, per la quale sa trovare forme assolutamente antiretoriche e di moderna spiritualità.» — G. Seveso. Il Risorto, le icone, gli arredi liturgici.

Via Crucis

Le stazioni della Passione: la sequenza delle cadute, il Cireneo, la Veronica, l'incontro con la Madre, la spogliazione, il giudizio di Pilato, l'affissione e la deposizione dalla croce.

Vetrate

Cicli di vetrate figurative, tra cui quelle del Cimitero di Lambrate a Milano (1992–1998).

«La materia vive lo spazio che la abita ed entra in dialogo con la luce. Lacerazioni e legami non sono casuali: diventano narrazione del reale, manifestazione di un mistero che vive in noi e comunica vita.» Suor Maria Gloria Riva — sulla serie Tagli e Legami

Tagli e Legami

Dopo vent'anni di figurativo, Lo Moro affronta «il rischio di una strada nuova». Bronzo, cemento e ferro vengono incisi, lacerati e ricuciti. Il pane spezzato, la porta come soglia, l'11 settembre come ferita collettiva: ogni soggetto è reinterpretato attraverso la grammatica del taglio e del legame.

Opere Raku

Il raku — antica tecnica ceramica giapponese — affascina Lo Moro per le sue superfici imprevedibili, le craquelure, i neri profondi del fumo. «Poi ci si diverte a ricercare forma, materiali, un'eleganza personale, come per esempio il raku.»

Bozzetti

Studi e bozzetti in raku e ottone: prove di forma per le grandi opere della serie Tagli e Legami.

Piatti decorativi

Piatti circolari in terracotta raku, dalle superfici bianche e nere segnate dal fumo: simboli cristologici — il pesce, la spiga, il sole — incisi nella materia.

Mostre

2024
Mostra collettiva di marzo
Monza
2023
Esposizione Monza 2023
Monza
2022
Mostra per Cantù
Cantù, Como
2014
Eventuale mostra a Monza
Monza
2013
Mostra collettiva
Monza
2009
Esposizione Tagli e Legami
Lainate, Milano
2009
Lavori a Zungri
Zungri, Vibo Valentia
2006
Tagli e Legami — prima presentazione
Milano
~2003
Arte Sacra — arredi liturgici
Brianza e Milanese
1992–98
Vetrate — Cimitero di Lambrate
Milano

Bibliografia & Rassegna Stampa

Suor Maria Gloria Riva

«Il pane umile e candido del Sacramentum charitatis viene reso attraverso la forza persuasiva del bronzo. Una ferita che disegna un Oltre: la feritoia attraverso la quale accedere al cuore di Dio.»

— testo critico su Pane Spezzato
G. Seveso

«Lo Moro invita credenti e non credenti a rivolgere un pensiero alla dimensione del sacro. Sa trovare forme assolutamente antiretoriche e di moderna spiritualità.»

— presentazione in catalogo
Nicola Sebastio — maestro

Fu il primo a riconoscere la dimensione sacra di queste sculture, dichiarando che non lo avrebbe lasciato andare finché non se ne fosse reso conto anche l'autore.

— ricordato in «Cominciamo a tracciare un solco»
Testo autobiografico, 2021

«Il lavoro, inizialmente espresso con masse compatte, nel corso degli anni si alleggerisce nella forma fino a raggiungere una sobrietà stilistica personale.»

— Pasquale Lo Moro
Note di catalogo — Lainate 2009

L'esposizione presenta le grandi installazioni della serie: la Porta (200×100 cm) e il Movimento Meccanico in ferro e cemento (300×80×25 cm).

— documentazione fotografica
Bozzetto autobiografico

«C'è un momento in cui ti rendi conto che non puoi tornare indietro: quello che fai non solo ti appassiona ma ti realizza come uomo.»

— Pasquale Lo Moro

Archivio Fotografico

Una selezione dai lavori degli anni '80 e '90, prime testimonianze di un percorso lungo quarant'anni. In totale 126 opere documentate nelle gallerie di questo sito.